mercoledì 12 marzo 2008

Etimologie a cura di FOR Rivista per la formazione edita da AIF - Associaizone Italiana Formatori

Etimologie
a cura del Direttore di FOR Rivista per la formazione
edita da AIF -Associazione Italiana Formatori


Cliente

In latino è ‘cliens’ e deriva dal verbo ‘cluere’ : ascoltare, prendere ordini;
Per D.Olivieri , in Dizionario etimologico italiano, Ceschina editore 1953 , forse è anche la forma del participio presente dal tema *kli-: inclinare presente anche nel verbo greco ‘klino’ piegare, appoggiare.
In greco ‘klyo’ oltre che ‘ ascolto, presto orecchio’ ha anche il significato di
‘ obbedisco’ che nel latino ‘cluens’ diventa anche colui che prende ordini,
il sottoposto, il seguace, che frequenta assiduamente.
L'introduzione del patronato nella Roma antica stabilì che ogni plebeo fosse costretto a scegliersi un patrizio che aveva l'onere di assisterlo 'come un padre' e determinò l’uso del termine ‘clientela’.
Secondo l’assirologo Giovanni Semerano, la radice ‘calo’ è alla base di ‘qallum’: piccolo servo e dell’inglese ‘child’.

Client in inglese
1 a person who uses the services of a professional person or organization;
2 a costumer in a shop


Custom

1a A traditional and generally accepted way of behaving or doing things,
1b A thing that somebody habitually does; a practice;
2 regular dealings with a shop, etc by costumers
customize: to make oralter something according to the buyer’s or owner’s wishes.
L’origine è nel verbo latino ‘consuescere’ : rendere abituale;
da cui ‘consuetum’ e quindi ‘custom’ e ‘consuetudine’.
‘Consuescere , suesco-is, suevi, suetum, suescere: assuefarsi, abituarsi, essere solito.

Utente
Dal verbo latino utor,-eris, far uso, godere.
Da cui i termini : utile, utensile, uso..


Consumer/consummator
“In latino ci sono due verbi per indicare l’attività del consumare, che si riflettono nell’inglese ‘consume’ che significa distruggere, usare fino in fondo, sprecare e
‘consummate’ che significa completare, perfezionare…
Fu con l’avvento del service management come disciplina e con l’analisi di una logica di servizio (anziché di produzione) che il concetto di cliente come entità molto più complessa del semplice consumatore, prese slancio nella teoria del business..” pag.110 in R.Normann,op.cit.


Consumer’ è costruita sul verbo latino ‘emere’
( che entra in altre molte parole)
emere : prendere… comperare
eximere : mettere da parte (exemplum: oggetto distinto, modello)
demere : portare via (vedere ‘vendemmia’)
perimere: (peremptorius: ‘che vieta ogni discussione’)
premere : da cui ‘promputs’: in ordine, in pieno assetto
còmere: prendere insieme
praemere: da cui praemium (in origine, il bottino prelevato in guerra)
redimere: riscattare ( ‘redemptor’ significa l’imprenditore che assume un appalto e colui che riscatta dalla prigionia pagando i debiti dell’indebitato)
sumere: prendere sopra di sé ( sus emere)
sumptus: prima incarico poi spesa e costo ‘sumptuosus’: sontuoso.
ad sumere : assumere
consumere: consumare, prendere, impiegare interamente, divorare..
Consumptor in latino è il consumatore, il divoratore



Consummator’ contiene il verbo latino
‘summare’: condurre a termine.
La ‘summa linea’ significava ‘totale, insieme’
in quanto anticamente si contava dal basso verso l’alto.
Quindi il latino ‘consummare’ significa fare la somma, completare, finire.
La forma maschile ‘summus’ (corrispondente a ‘supremus’) deriva da ‘sub’ che in origine significa sia ‘sotto’ che ‘sopra’:
‘sublevo’: sollevare, ‘suspicio’: guardare dal basso all’alto, ‘suscipio’:prendere su.
In italiano si dice ‘consumato’ col senso di eccellente, compiuto ,
Nella lingua inglese, col verbo ‘to consummate’
si intende compiere, completare, coronare e consumare
(un matrimonio, un sacrificio…) .
‘Consummator’ è quindi chi compie e completa
Consummate in inglese ha due significati:


1 highly skilled;perfect: a consummate artist/performance/piece of work
2 to make a marriage legally complete by having sex
2 to make something complete or perfect
Consummation è quindi ‘ the action or moment of completing, making perfect, or fulfilling something’
mentre ‘to consume’ significa consumare, distruggere, sciupare, sprecare .

“Si racconta che quando Ingvar Kamprad aprì il primo magazzino Ikea,
alla periferia di Stoccolma, la fila dei clienti in attesa era così lunga che l’azienda perse il controllo della situazione e la folla fece irruzione all’interno per impossessarsi direttamente dei mobili esposti.
Quell’evento venne poi reinterpretato creativamente, e portò al trasferimento sistematico delle attività ai clienti….
Oggi l’azienda reclamizza nel catalogo la sua business idea, intesa come divisione specifica del lavoro tra l’azienda e il cliente.’
A pag. 72 di ‘Ridisegnare l’impresa. Quando la mappa cambia il paesaggio’
Di Richard Normann Etas editore 2002

Suggerimenti ricavati dall’etimologia.
Chi concepisce i clienti come custom significa che intende renderli consueti, abitudinari, fedeli..
Metterà quindi in azione comportamenti di attenzione quali visite post-vendita, telefonate o e-mail di verifica sulla soddisfazione del custom.

Chi li concepisce come consummator significa che mette in funzione comportamenti che permettono di svolgere un ruolo attivo. In questo modo, la collaborazione offerta dal consummator comporta una riduzione di costi.

Altre etimologie

Globale

Globus in latino vuol dire sia sfera che ammasso, moltitudine.
Gleba in latino significa palla poi zolla di terra
Globus genera in inglese la parola ‘club’ nel senso di riunione.
Affine a globus è ‘glomus’che dà origine a ‘conglomerato’ e a ‘gomitolo’.

Rete

La radice *ere col significato di ‘separare’ è la stessa di ‘rete e di ‘raro’
Con la rete si cattura e si filtra , ci si difende e ci si collega.

In inglese ‘rete’ si dice ‘net’, dal verbo ‘to knot’ : annodare, legare,
dal latino ‘nodus’.

Web

In inglese web significa tela, tessuto, trama
ragnatela, tranello, trappola
zona compresa tra due nervature (in architettura)
rotolo,bobina di carta per la stampa dei giornali
corpo meccanico, ingegno meccanico, braccio di manovella
webbed: connesso da una membrana
da ‘to weave’: to spin (infilare) threads (fili) . In tedesco ‘weben’


Tipologie di reti

Le persone e i modi di vivere sono leggibili attraverso le reti di appartenenza

La rete è qui descritta attraverso il tipo di relazione dominante

1 Affettiva

Relazioni affettive, familiari

2 Professionale

Condivisione di competenze, conoscenze e abilità

3 Culturale

Per educazione , formazione e valori condivisi

4 Economica

Relazioni di scambio: cliente-fornitore, produttore-consumatore.

5 Contiguità fisica

Relazioni di vicinato,ambientali, territoriali

6 Contiguità immateriale

Relazioni fondate su interessi o affinità condivise

7 ‘Nicchia’

Ambito definito, difeso, protetto, specialistico
(ad esempio: i collezionisti)

8 Iscritti ad Associazioni, repertori , albi


Allenare
Allenatore è un vocabolo ‘letterario’, formato sul termine ‘lena’ non frequente nell’uso comune.
‘Lena’ esprime vigoria di spirito e di volontà ma anche ‘fiato’ e ‘respiro’.
In latino ‘anhelare’, derivato dal verbo ‘halare’ (che produrrà poi ‘alitare’)
significa sia respirare affannosamente che aspirare a qualche cosa
(‘anelito’).
Il linguaggio popolare ha conservato il concetto che ‘l’allenamento’ permetta ‘di fare il fiato’..Più propriamente l’allenamento abitua il corpo e la mente , mediante esercizi appropriati, allo sforzo e all’applicazione.

Spirito di squadra
Mettere in forma quadrata in latino si diceva ‘ex quadrāre’.
Il quadrato evoca un’immagine ordinata e compatta.
‘Spirito’ deriva da un verbo latino che significa ‘soffiare’, quindi sia qualcosa che si ‘respira’ che un’atmosfera che viene colta (‘atmos’ in greco indica ‘vapore’).
Lo spirito di squadra si forma attraverso la condivisione di un scopo e il rispetto dei singoli ruoli.
In greco’skópos’ significa bersaglio, meta (in inglese’goal’) e il verbo ‘scopein’ è ‘guardare’ , termine che genera parole quali microscopio, telescopio..
Il verbo latino ‘spectare’ derivato a sua volta da ’specere’ significa ‘guardare’ e quindi , in senso lato, ‘rispettarsi’ nei reciproci ruoli.
‘Rotulus’ era il ‘rullo’ che serviva agli attori dell’antica Roma per leggere la propria parte e che in seguito ne definì il ‘ruolo’(protagonista, antagonista…)

Ordine
In squadra si deve mantenere un certo tipo di ordine.
Ordine nelle azioni di attacco e di difesa.
‘Ordire’ significa disporre i fili sul telaio in senso longitudinale.
I fili traversali , sono come dei sentieri, - che in latino si chiamano ‘trames’-
che formano la ‘trama’.
La combinazione di ordito e trama produce il tessuto (da cui deriva la parola ‘testo’).
La combinazione di squadra, ordine, ruoli, strategia e tattica produce gioco.

Strategia e tattica
‘Stratós’ in greco era l’esercito guidato –àgein- in battaglia dallo ‘stratega’.
La disposizione e l’impiego degli uomini doveva seguire un ordine, in greco ‘táxis’ dal verbo ‘tássein’ ordinare.
Questo verbo genera ‘tattica’, ‘tassonomia’(classificazione) e ‘sintassi’ .
La sintassi descrive i procedimenti per i quali le parole sono collegate in modo da esprimere correttamente i rapporti concettuali’.
In campo è bene che ci sia una buona sintassi.

Prestazione
‘Praestare’ in latino significa ’fornire’ , da cui le parole ‘prestito’ e ‘prestazione’.
La prestazione significa l’adempimento agli obblighi assunti e quando è eccellente
(in latino’celsus’ significa alto’) vuol dire che risulta prevalente e distinta rispetto ad altre.

Marcatura
‘Marka’è un termine antico-tedesco che designava, nell’organizzazione dell’Impero Carolingio, una regione di confine con a capo un marchese o un margravio.
Con il significato di ‘marca’ indicò in seguito un segno distintivo impresso o applicato per indicare proprietà e provenienza.
Il marcamento indica il controllo di un avversario in una determinata zona del campo.

Risultato
Il verbo latino ‘saltare’ è una forma iterativa, cioè indica una azione ripetuta
( come picchiettare rispetto a picchiare) di ‘salire’.
‘Saltare’ (o ‘sultare’) entra in molte combinazioni: ex sultare, in-sultare, sub-sultare, ri-saltare, con-sultare…
Il ‘risultato’ è quindi un ‘rimbalzo’ nel senso di una conseguenza di qualcosa.
È interessante il fatto che sia ‘risultato’ che ‘consulenza’ contengano il concetto dinamico del ‘saltare’.
Una curiosità: in latino ‘prāesule(m)’ era il capo dei ‘sacerdoti danzatori’.
I Salii, così si chiamavano, percorrevano processionalmente la città di Roma portando i 12 scudi ( gli ‘ancilia’) uno dei quali si credeva fosse stato fatto cadere dal cielo da Giove.

Campo
Il campo descriveva -e descrive- un grande spazio di solito piano , arativo e all’aperto. Ma un suo significato forte è anche quello di arena e di luogo per l’esercizio,la gara o la battaglia (Campo Marzio).
In alto-tedesco combattimento si diceva ‘champf’ in seguito Kampf
(anche col significato di ardore e di combattimento)


Marketing aggressivo

La parola viene espressa dagli addetti ai lavori con un certo gusto.
L’aggressività la possiamo considerare un ingrediente in una certa politica di marketing.
‘Grad-‘ è una radice sanscrita presente nel verbo latino
‘gradior, gressum sum, gradi’: fare passi, andare, camminare.
Quindi l’aggressività contiene questo andare ,‘ad’, verso o dentro qualcosa.
Anche in ingrediente, che proviene dal verbo latino ‘ingredior, ingressus sum, ingredi’ troviamo il significato di ciò che entra
(in questo caso nella preparazione dell’iniziativa).
L’aggressività è scomoda e sanzionabile per una estesa gamma di comportamenti,
ma di buon segno quando c’è di mezzo il mercato.
Si va al mercato con una certa determinazione , cioè si deve stabilire un termine ,
un confine alla propria azione.
Se invece fosse un approccio ‘graduale’, avremo trovato il latino ‘gradus’ che significa ‘passo’ che genera l’italiano ‘gradino’.
Allora una serie di gradini per arrivare al cliente, passo dopo passo.

“Fornire servizio al cliente.

Aggressivi con il mercato, ma capaci di servizio, di disponibilità e di grandi attenzioni nei confronti del cliente.

Servizio rimanda ad una forma ‘swer’, che proviene dell’area germanica e che è presente nel greco ‘ horao’, osservo e nell’area latina ‘vereor, ritus sum, eri’:
tenere, peritarsi, essere sollecito
Le attenzioni premurose, la disponibilità a capire le esigenze e la sollecitudine nell’offrire soluzioni è quindi presente in diversi strati della parola.

”Orientamento al problem solving

I problemi sono quesìti, vicende, urgenze spesso ‘gettate davanti’ : in greco
‘pro’ davanti ‘bàllein’ gettare.
Schivare il problema può apparire quasi sensato.
Ma i problemi pretendono soluzioni e la capacità di risolvere so-lavere = ‘separare bagnando’, è presente nel concetto di soluzione che spesso è termine collegato al concetto di liquido.
Anche ‘lauto’ ha un’origine interessante , da lavo, lavi,lautum, lavère , nel senso originario di pulito, lavato.

In greco ‘luo’è sciolgo.
La capacità di analisi, cioè di scomposizione, di lysis, sono fondamentali nella ricerca della soluzione.
Si dice anche che spesso i problemi sono occasioni da sfruttare per migliorare l’efficienza, quindi problemi come opportunità,
‘oa-portum’ era un vento che spingeva la nave in porto e Portunus era il dio romano dei porti, Portunno.

“Capacità conclusiva.”

Se ne apprezza il significato se ci si sofferma sul suo opposto.
Portarsi dietro la fama di persona inconcludente è un guaio.
Questo verbo latino ‘claudo, clausi, clausum, claudere’ che è alla base anche di ‘clavis’, chiave, key in inglese, kleis in greco e di clavus-i, chiodo,
suggerisce un gesto fermo per rendere stabile e duratura una decisione.
Come il chiudere a chiave, il serrare, dove ‘seira’ in greco è corda e fune che dall’antico alto tedesco ‘spranga’ diventerà nel basso latino ‘sprancha’.
In inglese oltre al ‘to conclude’, c’è il ‘to clinch’, ‘to strike’ e ‘to achieve’.
To clinch ha , nel linguaggio della box,
il significato di stringere l’avversario per impedirgli di colpire.
To strike home: andare a segno.
To strike a balance: raggiungere un compromesso.
To achieve: compiere, portare a termine, ‘venire a capo’, dal latino ‘ad caput venire’.
Una capacità resa eloquente da molte suggestioni etimologiche compresa quella che
deriva dal latino ‘capére’ e dal greco ‘kàptein’ : prendere e comprendere.
(‘l’etimologia è il luna park della filologia’A.Savinio)
“Aziende afasiche”

Lo si può dire di aziende che non si fanno ascoltare perché smettono di parlare o di farsi capire.
Io dico, affermo, dichiaro in greco è phemi.
La radice è ‘fa’ si trova nel verbo latino for, fortus sum, fari:
parlare, rendere noto e in ‘fama, favola, facondia’….
Profeta è ‘chi dice prima’, in greco ‘pro phamai’, che predica.
Fatum è il destino, oracolo, predizione e ‘fatuo’ significa anche chi parla a caso.
Sono diverse le dichiarazione o le pubblicazioni aziendali di faticosa lettura e tali da fare apparire afasiche le aziende.


“Esperienza”

“Peira” in greco è esperienza ma anche prova e tentativo e ‘peirazo’ e quando mi metto alla prova e esperimento.
Un modo per diventare ‘periti’ in latino si dice ‘experiri’.
Quindi è esperto chi ha superato pericoli e prove rischiose.
Quando si ‘cercano persone esperienziate’, può essere giustificata la curiosità nel conoscere quali pericoli e quali problemi siano stati da loro affrontati.
Prove in inglese è ‘trial’.
‘To try’ è cercare, tentare, provare… forse in relazione al verbo latino
‘tero, trevi, tretum, terere’ che si trova sia nel significato di
tornire, lisciare, pulire sia anche nel tritare e pestare.
Pericolo in inglese è ‘ranger’, imparentato in modo stretto con l’antico francese ‘dongier’ e in modo più lontano con il latino ‘dominarium’.
E si capisce che entrare in un ‘dominium’ cioè nella proprietà di qualcuno, fosse pericoloso.

“Rivali, concorrenti e competitori avversari, antagonisti.”

‘Ad ripare’, giungere a riva, arrivare, dopo aver attraversato in qualche modo il rivo, la cui radice indoeuropea ‘rei’, assieme al sanscrito ‘rinati’ e ‘sravati’ ha il significato di scorrere (in slovacco è rieka), in greco ‘reo’, in inglese è ‘stream’.
Collegata al greco ‘reo’, è ‘rheuma’, flusso che come ‘reumatismi’ scorrono e vagano nell’organismo.
Rivali sono coloro che abitando su rive opposte ‘per eundem rivuum acquam clucunt’ cioè usando l’acqua dallo stesso fiume tendono ad ostacolarsi.
I concorrenti gareggiano, corrono per la vittoria e i competitori invece dal latino cum petere, ha nel verbo ‘peto-tui, tum, petere’ diversi significati:
rivolgersi, dirigersi.
Il richiamo alla competitività è molto diffuso, così come alla competenza, all’essere capaci di assumere una responsabilità di assolvere ad un compito.
Gli avversari invece sono ‘volti contro’, capaci di ostacolare, contrariare, opporsi.
Da loro c’è da aspettarsi ‘avversità’.
In inglese è opponent e antagonist.
Il verbo latino ‘verto, verti, versum, vertere’ è presente in un insieme di parole molto interessanti: universo, divertire, vortice, vertigine, divorzio, sovvertire, convertire…
Gli antagonisti si oppongono ai protagonisti e l’agonisma in greco è lotta, gara, battaglia, scontro, contesa…e il verbo agonizomai è ‘io combatto’, gareggio, lotto…Nel gareggiare c’è ansia, a volte angoscia.


Sensazioni , emozioni ed altre pertinenze.

Se sono sensazioni che ci toccano , che sentiamo a pelle,
come fosse la mano ad accarezzarci con ‘charis’, con benevolenza ed affetto
allora sarà ‘feeling’.
Dall’inglese ‘to feel’, tastare, sentire, sembrare al tatto…
e questo dal latino ‘palpare’ ,la stessa radice ‘pal’ del palmo della mano.
Se sono i valori estetici che entrano in gioco allora è la parola greca
‘aisthesis’ che genera il latino sensus …a fornirci una parola appropriata.
Se è il piacere che placa ed appaga (‘pacificare’ e ‘pagare’ sono allotropi : stessa origine ma significati diversi) o che rende la situazione voluttuosa
-‘volupe’ in latino significa ‘con piacere’e Volupia era una delle divinità dell’amore- è allora una delizia , qualcosa che allaccia e che alletta come il ‘laqueus’ latino,
un laccio in questo caso amorevole.
Se l’emozione ci prende l’anima, che in antico era ‘ànemos’ vento, aria , spirito ‘psychè’ dove è presente sia il ‘pneuma’ il soffio e la muove anche per poco tempo , sarà un ‘momentum temporis’.
Un tempo da ricordare , da portare al ‘cor-cordis’ l’antico luogo della memoria,
il cuore e che sarà degno della nostra riconoscenza,
‘gratia’ in latino

Innovazione

L’innovazione è un termine luminoso e illuminante, che si dice e che si ascolta bene
ma che spesso produce una rapida conclusione, quasi un esaurimento di idee.
Come fosse subentrata una sorta di fissità da bagliore,
un piccolo lampo che impedisce di andare oltre.
Il termine accadico nawāru - nel Dizionario Etimologico di Giovanni Semerano ,’Le origini della cultura europea .Basi semitiche delle lingue indeuropee’ edito da Olschki nel 1994- significa ‘bagliore’ e ‘splendore’ .
Per Semerano esiste una parentela di significato con il sanscrito nàvah, con il latino novus e con il greco néos che denotano in modo esplicito il ‘nuovo’.
Una riflessione utile per il lavoro del formatore si ha quando il termine ‘innovazione’ viene studiato attraverso i sinonimi (in questo caso con Renato Rosselli, Guida alla scelta dei sinonimi e contrari Sandron editore 1989).

Se sostituiamo la locuzione ‘ è necessario essere innovativi’ con
‘ è necessario essere inconsueti, inusitati, non cumuni, originali e straordinari’
facciamo scoperte.
‘Consuetudine’ deriva dal verbo latino ‘consuescere’ che significa ‘abituare’, ‘abituarsi’ ed’essere in relazione’.
‘Consuetudo’ significa ‘abitudine’ e ‘familiarità’ e quindi anche ‘costume’
Concetti che troviamo nell’inglese ‘customer’ nel significato di cliente ‘come portatore di abitudini’ e ‘to customize’ nel senso di ‘personalizzare’.
L’inusitato definisce qualcosa che non si usava prima.
Il ‘non comune’ permette di comprendere come ‘communis’ in latino indichi il bene comune e che il verbo ‘communio’ significhi ‘fortificare, rinforzare’.
Quando si dice ‘non comune’ si avverte il senso dell’uscire da ‘moenia’ (mura) e ‘munio,is, ivi, itum, ire’ significa costruire ripari,proteggere, difendere.
Originale viene dal latino ‘orior,-iris’ col significato di innalzarsi, sorgere- il participio presente è ‘oriens’- in greco sorgere è ‘órnymi, in sanscrito ‘rtah’, è ‘aru’.
Straordinario significa andare oltre –extra- l’ordinario ed esordire viene dal latino ‘ ex- ordiri’ che significa ‘prepararsi, cominciare a predisporre l’ordito dei fili sul telaio.
L’incursione etimologica nei sinonimi di ‘innovazione ‘ rivela significati fecondi.
Il senso di rottura con l’abitudine,con il comune, con l’ordinario è espresso con maggior energia.
Dire ‘bisogna essere innovativi’ ha un tono che non genera tensione e partecipazione emotiva.
Diverso da ‘bisogna essere inconsueti, straordinari,originali….’


Competenza

‘Alle origini /petō/ deve avere inglobato i valori semantici di /pēdō/ ‘muovo i piedi, mi muovo’, valori presenti nell’ebraico /petah,/ ‘apertura, entrata’ e nel greco /pátos/’ strada di terra battuta’
quindi valori integratesi tra ‘aprire, aprirsi una strada e camminare’.
Da qui il verbo latino /petō,-is,-ivi,-itum.-ere/ con il significato di
“mi dirigo verso,
cerco un luogo, vado a , batto una via, mi rivolgo, assalgo, sollecito,
chiedo, aspiro, vengo a cercare, a prendere…”
In Giovanni Semerano (1994) Le origini della cultura europea, vol.2°
Dizionari etimologici, basi semitiche delle lingue indeuropee.
Dizionario della lingua latina e di voci moderne
Leo S.Olschki editore, Firenze

Il senso comune permette inoltre di intuire che ‘competenza’ implica la capacità di competere
(in greco /ayonizomai/ oppure/amilláomai/ ,ámilla=gara, lotta, contesa)

Giacomo Devoto (1968) in Avviamento all’etimologia italiana, Le Monnier editore, osserva che la radice /petē/ indica ‘la direzione immediata verso una meta orizzontale o verticale ‘.


In Renato Romizi (2001), Vocabolario di greco antico-italiano,
etimologico e ragionato , Zanichelli editore,
la competenza come ‘capacità di ‘, ‘padronanza , potere..’ è dentro alla parola /kúrios/
dove /kûros/ è potenza, potere, autorità e /dynamis/ è potere, capacità, da cui /dynástes/ signore e capo.

Compito
‘Complere’ è ‘riempire’ quindi una cosa ‘compiuta’ è stata ‘riempita’.
Questa idea del rendere completa un’azione o un programma, rende più
intensa l’affermazione che ‘il compito deve essere svolto’.
Diverso il senso del pro cedĕre, andare davanti.
La procedura chiama, esige una condotta.
Sia la ‘processione’ che il ‘processo’ evocano l’avanzare, il procedere appunto.
Il compito fa venire in mente un recipiente da riempire.
La procedura è una sequenza da eseguire.


Frustrazione
La frustrazione è delusione, inganno subito, impedimento.
Dal verbo latino ‘frustror, foustatus sum, frustrari’ costruito su fraus-fraudis, la frode.
La frustrazione ha tre esiti pericolosi per l’organizzazione:
la neghittosità e la negligenza,
la defezione,
la vendetta cioè l’esercizio di una ‘vis’, di una forza violenta e capace di ‘violare’.

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