mercoledì 12 marzo 2008

Non solo somari nella scuola italiana a cura di Alberto Pieri, segretario generale di Fast

NON SOLO SOMARI NELLA SCUOLA ITALIANA

L’Italia è un paese di somari. E’ quanto emerge dalla pubblicazione dei dati dell’inchiesta PISA dell’Ocse sulle conoscenze scientifiche e le capacità di lettura dei nostri studenti. E poichè sono in genere i fatti negativi a fare notizia, ecco un ghiotto boccone per televisioni, radio e giornali.

L’interpretazione dei dati Ocse è fuorviante per Alberto Pieri, segretario generale della Fast, la Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche. In Italia ci sono molte ragazze e ragazzi davvero bravi e scuole di eccellenza. I nostri giovani vincono o primeggiano nelle più importanti gare internazionali, come le varie Olimpiadi di matematica, informatica, fisica, chimica, ecc.. I più promettenti ricercatori di prestigiosi laboratori internazionali vengono dall’Italia. Purtroppo di questo si parla e si scrive poco; i media non svolgono un ruolo propositivo per valorizzare le tante positività che esistono e che potrebbero provocare emulazione intelligente, continua Pieri, abituato a dire con chiarezza ciò che pensa.

Il segretario generale della Fast supporta la sua dichiarazione basandosi anche sull’esperienza ormai ventennale nell’organizzare I giovani e le scienze, selezione italiana per il concorso dell’Unione europea dei giovani scienziati e per i più importanti eventi internazionali per gli studenti. L’edizione 2008 dell’iniziativa si avvale dei contributi di Sanofi Aventis, Fondazione Lombardia per l’ambiente, Progetto per la divulgazione scientifica del Ministero università e ricerca. I patrocini sono di Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero pubblica istruzione, Comune e Provincia di Milano.

Le ragazze e i ragazzi che aderiscono al progetto della Fast e presentano i loro contributi non hanno niente di straordinario o di diverso dagli altri: fanno sport, si divertono, hanno una vita sociale normale. Ma dimostrano acume, curiosità, capacità di riflessione; chiedono, approfondiscono i loro dubbi, usano al meglio il tempo libero, inventano, realizzano. E fanno lavori davvero interessanti.
Del resto i numeri sono chiari: il 72% di quelli che inviano le ricerche alla Fast dichiarano di preferire corsi universitari tecnico-scientifici; addirittura il 98% dei finalisti! Il 62% conferma di aver modificato la scelta della facoltà universitaria grazie al concorso dell’Unione europea.



Personalmente credo sia ora di smetterla di livellare al ribasso la scuola per falso egualitarismo sbotta Pieri. Come in tutte le esperienze umane, le persone presentano capacità diverse. A tutti va data l’opportunità di studiare. Ma al contempo si devono valorizzare le eccellenze che esistono o potenziali e incoraggiare i migliori talenti. Il nostro futuro dipende anche da queste scelte.

In Italia il rapporto tra laureati e popolazione è tra i più bassi dei Paesi sviluppati: solo il 12,5% contro valori superiori al 40% nei grandi stati europei come Francia, Germania, Regno Unito; e addirittura il 52% in Canada. E ancor peggio, i dottori in discipline scientifiche sono solo il 7% rispetto al 14% nelle altre nazioni.

Il concorso dell’Unione europea per giovani scienziati, nel 2008 alla 20a edizione, aiuta a correggere tale situazione: incoraggia gli studenti a frequentare facoltà tecniche; individua i migliori allievi; stimola il confronto con i coetanei.
La manifestazione coinvolge centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi di 33 paesi; attraverso le selezioni vengono scelti i circa 120 finalisti che si sfidano nella finale comunitaria che nel settembre 2008 si svolgerà a Copenhagen.

L’organizzazione scelta dalla Commissione europea per promuovere e realizzare l’iniziativa in Italia la Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche (www.fast.mi.it), prestigiosa istituzione che celebra quest’anno i 110 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1897 ad opera dell’ing. Giuseppe Colombo, il progettista nel 1883 a Milano della prima centrale elettrica europea, la seconda al mondo.

L’evento, che la Fast riesce a organizzare grazie anche al contributo della Fondazione Lombardia per l’ambiente e Sanofi-Aventis, coinvolge i migliori studenti delle superiori e del primo anno di università; promuove la cooperazione e gli interscambi; mira a divulgare la dimensione europea della ricerca. I partecipanti hanno la possibilità di conoscere e confrontarsi con colleghi di altre nazioni, con medesimi interessi. In questo senso, la Commissione europea, attraverso la Dg Ricerca, stimola gli sforzi per invogliare i ragazzi a cimentarsi nelle tematiche tecnico-scientifiche dei più svariati settori. Solo i vincitori delle competizioni di ogni singolo stato concorrono per la finale europea e per gli altri eventi.

Il concorso è riservato agli studenti, in gruppi di non più di tre persone o singoli, con più di 14 anni il 1 settembre e meno di 21 anni al 30 settembre 2008. Tra i progetti consegnati alla Fast entro lunedì 25 febbraio 2008 la giuria ne sceglie almeno 20 che vengono invitati a presentare i loro lavori nell’esposizione prevista il 13-15 aprile 2008 a Milano. Solo tra questi vengono scelti quanti vanno a rappresentare l’Italia nei più importanti avvenimenti internazionali: Copenhagen per la finale europea; Stoccolma per il premio Acqua, Reno negli Stati Uniti per Isef Intel , Budapest per Milset, Londra per il festival della scienza, ecc. ...

Fondata a Milano nel 1897 (sta celebrando i 110 anni dalla sua costituzione!) la Fast, Federazione delle associazioni scientifiche e tecniche, una istituzione indipendente senza fini di lucro, legalmente riconosciuta con decreto del Ministro dell’Università e della ricerca del 30 ottobre 1995, che opera a livello nazionale ed internazionale, direttamente o attraverso le organizzazioni ad essa collegate, per: offrire servizi qualificati alle imprese, sensibilizzare gli studenti alla scienza, alla ricerca e alla tecnologia; favorire la partecipazione ai programmi europei; progettare e realizzare iniziative di formazione avanzata e aggiornamento professionale; approfondire le conoscenze nei campi della politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico; promuovere il dibattito culturale, l’informazione e la divulgazione scientifica.

La Federazione riunisce, integrandone l’azione autonoma, le più qualificate o rappresentative associazioni tecniche, attualmente 33, che raggruppano più di 50 mila soci. Aperta ed interessata a tutte le conoscenze scientifiche e tecnologiche, grazie anche al contributo delle istituzioni collegate, di fatto l’attività della Fast privilegia settori specifici quali: ricerca e innovazione tecnologica, energia, ambiente, chimica e materiali, tecnologie dell’informazione e della conoscenza, formazione e professionalità.

Bando del 20¡ concorso I giovani e le scienze e informazioni sulla Fast: www.fast.mi.it

Alberto Pieri, segretario generale Fast

e-mail: alberto.pieri@fast.mi.it
http://www.fieradelsud.com/franchising/2008/blog/asfor2008.pdf
http://www.fieradelsud.com/franchising/2008/blog/MarkUp.pdf

Articolo per l'impresa a cura di Elio Borgonovi, Consigliere e Coordinatore Area Ricerca ASFOR

ARTICOLO PER L’IMPRESA nr. 1/2008
Elio Borgonovi, Consigliere e Coordinatore Area Ricerca ASFOR
Mauro Meda, Segretario Generale ASFOR
Osservatorio ASFOR “Sistema della domanda di Formazione Manageriale delle imprese italiane”.
ASFOR ha avviato nel settembre 2007 l’Osservatorio “Sistema della domanda di formazione manageriale delle imprese italiane”.
Le finalità dell’Osservatorio ASFOR sono la raccolta e l'analisi di dati sull’evoluzione del mercato della domanda di formazione manageriale in modo da fornire un quadro d’insieme quanto più completo possibile per tutti coloro che sono interessati al settore.
Infatti, in passato sono state numerose le indagini dal lato dell’offerta di formazione manageriale (ricerche sulle Scuole di Management, sui Programmi Master, sulle metodologie didattiche ecc.) mentre sono meno frequenti le indagini che hanno cercato di comprendere e anticipare le reali esigenze delle imprese e delle istituzioni in generale, ossia il lato della domanda.
ASFOR, interpretando il suo ruolo di rappresentanza del Sistema della Formazione Manageriale italiano, ha deciso di attivare questo nuovo Osservatorio con l’obiettivo primario di creare un forte legame con i responsabili delle Risorse Umane e della Formazione Manageriale che operano in grandi imprese, gruppi d’impresa e nelle istituzioni pubbliche e sociali.
Sono infatti tali soggetti che si trovano ad affrontare quotidianamente il tema del continuo miglioramento delle conoscenze, competenze e capacità (in sintesi della qualità) delle persone, in un contesto di forte cambiamento strutturale e organizzativo, in un ambito di competizione internazionale. Da ciò discende la necessità di individuare percorsi formativi capaci di sostenere, attraverso l’innovazione ed il continuo aggiornamento delle competenze delle Risorse Umane, la difficile sfida del mercato globale.

L’Osservatorio ASFOR “Sistema della domanda di formazione manageriale delle imprese italiane” vuole quindi diventare un utile strumento di confronto con chi rappresenta il sistema della domanda: attraverso un’attenta attività di ricerca e analisi ci si pone l’obiettivo di ottenere indicazioni sulle strategie, sulle scelte e sui piani formativi previsti in ambito aziendale. Una più approfondita conoscenza dei fabbisogni reali del sistema produttivo/economico ma soprattutto una visione prospettica delle strategie e dei bisogni futuri consentiranno al sistema dell’offerta di Formazione Manageriale ASFOR di contribuire e concorrere con efficacia alla sfida della competitività e dell’innovazione, che passa attraverso una qualificata azione di formazione delle persone che occupano posizioni di responsabilità.
L’Osservatorio ASFOR intende altresì rappresentare e portare a Sistema le analisi, le indagini e le ricerche che alcune Scuole ed Istituti associati già realizzano per definire le proprie strategie di sviluppo e la definizione delle proposte formative.
Con questa iniziativa ASFOR intende fornire a tutti gli operatori un modello di riferimento per sviluppare con efficacia un’offerta di formazione in linea con i bisogni del sistema produttivo: costruire un modello di conoscenza condivisa utile anche per la definizione di efficaci politiche pubbliche a sostegno del settore.
La volontà è di realizzare concretamente e pragmaticamente la logica della “collaborazione e competizione”, di cui tanto si parla, che costituisce un fattore strategico di successo per il Sistema Paese.
Questo nuovo modello di cooperazione fra sistema della domanda e dell’offerta, che pone al centro i reali bisogni formativi delle organizzazioni e delle persone coinvolte, favorirà una maggiore condivisione delle strategie e consentirà di individuare percorsi formativi efficaci e proiettati nel futuro, in un’ottica di una concreta e praticabile azione di co-design.
L’Osservatorio ASFOR utilizza diversi strumenti conoscitivi, dall’indagine e le ricerche tramite questionari, ai focus group e ai workshop di discussione dei risultati che costituiscono occasioni di confronto. Sarà un laboratorio, un cantiere di idee aperto e orientato verso l’innovazione per “co-generare conoscenza” e dare concretezza a tanti progetti di valorizzazione del capitale umano.
In questa fase, ASFOR considera strategica la costruzione di una “Rete” capace di collegare i due Sistemi della domanda e dell’offerta e che metta a confronto i migliori best performer che in essi operano.
Nell’ambito delle attività collegate all’Osservatorio si è avviata anche la “3ª Indagine ASFOR Osservatorio Learning Internazionale” con l’invio di un questionario -validato da un gruppo di manager aziendali- a responsabili del personale e della formazione manageriale, quali autorevoli rappresentanti di un campione di grandi imprese italiane ed estere e di significative istituzioni pubbliche.
Quest’anno, peraltro, l’indagine avrà una connotazione internazionale ancora più ampia, grazie ad un accordo di collaborazione con EFMD (European Foundation for Management Development) che ha condiviso con ASFOR l’indagine e coinvolgerà i propri Corporate Members.
L’indagine offrirà una panoramica sull’evoluzione del mercato della formazione manageriale, strategie e modalità di acquisizione di servizi formativi, metodologie di delivery e di valutazione, copertura dei diversi settori e dimensioni aziendali.
Le Direzioni del Personale che desiderano ricevere maggiori informazioni sull’Osservatorio ASFOR e collaborare alla 3a Indagine possono contattare direttamente la segreteria ASFOR (e.mail: info@asfor.it) per ricevere il questionario.
I Report delle diverse attività di ricerca verranno pubblicati sui prossimi numeri dell’Impresa, media partner di ASFOR, che condivide il nostro impegno e il progetto.

Etimologie a cura di FOR Rivista per la formazione edita da AIF - Associaizone Italiana Formatori

Etimologie
a cura del Direttore di FOR Rivista per la formazione
edita da AIF -Associazione Italiana Formatori


Cliente

In latino è ‘cliens’ e deriva dal verbo ‘cluere’ : ascoltare, prendere ordini;
Per D.Olivieri , in Dizionario etimologico italiano, Ceschina editore 1953 , forse è anche la forma del participio presente dal tema *kli-: inclinare presente anche nel verbo greco ‘klino’ piegare, appoggiare.
In greco ‘klyo’ oltre che ‘ ascolto, presto orecchio’ ha anche il significato di
‘ obbedisco’ che nel latino ‘cluens’ diventa anche colui che prende ordini,
il sottoposto, il seguace, che frequenta assiduamente.
L'introduzione del patronato nella Roma antica stabilì che ogni plebeo fosse costretto a scegliersi un patrizio che aveva l'onere di assisterlo 'come un padre' e determinò l’uso del termine ‘clientela’.
Secondo l’assirologo Giovanni Semerano, la radice ‘calo’ è alla base di ‘qallum’: piccolo servo e dell’inglese ‘child’.

Client in inglese
1 a person who uses the services of a professional person or organization;
2 a costumer in a shop


Custom

1a A traditional and generally accepted way of behaving or doing things,
1b A thing that somebody habitually does; a practice;
2 regular dealings with a shop, etc by costumers
customize: to make oralter something according to the buyer’s or owner’s wishes.
L’origine è nel verbo latino ‘consuescere’ : rendere abituale;
da cui ‘consuetum’ e quindi ‘custom’ e ‘consuetudine’.
‘Consuescere , suesco-is, suevi, suetum, suescere: assuefarsi, abituarsi, essere solito.

Utente
Dal verbo latino utor,-eris, far uso, godere.
Da cui i termini : utile, utensile, uso..


Consumer/consummator
“In latino ci sono due verbi per indicare l’attività del consumare, che si riflettono nell’inglese ‘consume’ che significa distruggere, usare fino in fondo, sprecare e
‘consummate’ che significa completare, perfezionare…
Fu con l’avvento del service management come disciplina e con l’analisi di una logica di servizio (anziché di produzione) che il concetto di cliente come entità molto più complessa del semplice consumatore, prese slancio nella teoria del business..” pag.110 in R.Normann,op.cit.


Consumer’ è costruita sul verbo latino ‘emere’
( che entra in altre molte parole)
emere : prendere… comperare
eximere : mettere da parte (exemplum: oggetto distinto, modello)
demere : portare via (vedere ‘vendemmia’)
perimere: (peremptorius: ‘che vieta ogni discussione’)
premere : da cui ‘promputs’: in ordine, in pieno assetto
còmere: prendere insieme
praemere: da cui praemium (in origine, il bottino prelevato in guerra)
redimere: riscattare ( ‘redemptor’ significa l’imprenditore che assume un appalto e colui che riscatta dalla prigionia pagando i debiti dell’indebitato)
sumere: prendere sopra di sé ( sus emere)
sumptus: prima incarico poi spesa e costo ‘sumptuosus’: sontuoso.
ad sumere : assumere
consumere: consumare, prendere, impiegare interamente, divorare..
Consumptor in latino è il consumatore, il divoratore



Consummator’ contiene il verbo latino
‘summare’: condurre a termine.
La ‘summa linea’ significava ‘totale, insieme’
in quanto anticamente si contava dal basso verso l’alto.
Quindi il latino ‘consummare’ significa fare la somma, completare, finire.
La forma maschile ‘summus’ (corrispondente a ‘supremus’) deriva da ‘sub’ che in origine significa sia ‘sotto’ che ‘sopra’:
‘sublevo’: sollevare, ‘suspicio’: guardare dal basso all’alto, ‘suscipio’:prendere su.
In italiano si dice ‘consumato’ col senso di eccellente, compiuto ,
Nella lingua inglese, col verbo ‘to consummate’
si intende compiere, completare, coronare e consumare
(un matrimonio, un sacrificio…) .
‘Consummator’ è quindi chi compie e completa
Consummate in inglese ha due significati:


1 highly skilled;perfect: a consummate artist/performance/piece of work
2 to make a marriage legally complete by having sex
2 to make something complete or perfect
Consummation è quindi ‘ the action or moment of completing, making perfect, or fulfilling something’
mentre ‘to consume’ significa consumare, distruggere, sciupare, sprecare .

“Si racconta che quando Ingvar Kamprad aprì il primo magazzino Ikea,
alla periferia di Stoccolma, la fila dei clienti in attesa era così lunga che l’azienda perse il controllo della situazione e la folla fece irruzione all’interno per impossessarsi direttamente dei mobili esposti.
Quell’evento venne poi reinterpretato creativamente, e portò al trasferimento sistematico delle attività ai clienti….
Oggi l’azienda reclamizza nel catalogo la sua business idea, intesa come divisione specifica del lavoro tra l’azienda e il cliente.’
A pag. 72 di ‘Ridisegnare l’impresa. Quando la mappa cambia il paesaggio’
Di Richard Normann Etas editore 2002

Suggerimenti ricavati dall’etimologia.
Chi concepisce i clienti come custom significa che intende renderli consueti, abitudinari, fedeli..
Metterà quindi in azione comportamenti di attenzione quali visite post-vendita, telefonate o e-mail di verifica sulla soddisfazione del custom.

Chi li concepisce come consummator significa che mette in funzione comportamenti che permettono di svolgere un ruolo attivo. In questo modo, la collaborazione offerta dal consummator comporta una riduzione di costi.

Altre etimologie

Globale

Globus in latino vuol dire sia sfera che ammasso, moltitudine.
Gleba in latino significa palla poi zolla di terra
Globus genera in inglese la parola ‘club’ nel senso di riunione.
Affine a globus è ‘glomus’che dà origine a ‘conglomerato’ e a ‘gomitolo’.

Rete

La radice *ere col significato di ‘separare’ è la stessa di ‘rete e di ‘raro’
Con la rete si cattura e si filtra , ci si difende e ci si collega.

In inglese ‘rete’ si dice ‘net’, dal verbo ‘to knot’ : annodare, legare,
dal latino ‘nodus’.

Web

In inglese web significa tela, tessuto, trama
ragnatela, tranello, trappola
zona compresa tra due nervature (in architettura)
rotolo,bobina di carta per la stampa dei giornali
corpo meccanico, ingegno meccanico, braccio di manovella
webbed: connesso da una membrana
da ‘to weave’: to spin (infilare) threads (fili) . In tedesco ‘weben’


Tipologie di reti

Le persone e i modi di vivere sono leggibili attraverso le reti di appartenenza

La rete è qui descritta attraverso il tipo di relazione dominante

1 Affettiva

Relazioni affettive, familiari

2 Professionale

Condivisione di competenze, conoscenze e abilità

3 Culturale

Per educazione , formazione e valori condivisi

4 Economica

Relazioni di scambio: cliente-fornitore, produttore-consumatore.

5 Contiguità fisica

Relazioni di vicinato,ambientali, territoriali

6 Contiguità immateriale

Relazioni fondate su interessi o affinità condivise

7 ‘Nicchia’

Ambito definito, difeso, protetto, specialistico
(ad esempio: i collezionisti)

8 Iscritti ad Associazioni, repertori , albi


Allenare
Allenatore è un vocabolo ‘letterario’, formato sul termine ‘lena’ non frequente nell’uso comune.
‘Lena’ esprime vigoria di spirito e di volontà ma anche ‘fiato’ e ‘respiro’.
In latino ‘anhelare’, derivato dal verbo ‘halare’ (che produrrà poi ‘alitare’)
significa sia respirare affannosamente che aspirare a qualche cosa
(‘anelito’).
Il linguaggio popolare ha conservato il concetto che ‘l’allenamento’ permetta ‘di fare il fiato’..Più propriamente l’allenamento abitua il corpo e la mente , mediante esercizi appropriati, allo sforzo e all’applicazione.

Spirito di squadra
Mettere in forma quadrata in latino si diceva ‘ex quadrāre’.
Il quadrato evoca un’immagine ordinata e compatta.
‘Spirito’ deriva da un verbo latino che significa ‘soffiare’, quindi sia qualcosa che si ‘respira’ che un’atmosfera che viene colta (‘atmos’ in greco indica ‘vapore’).
Lo spirito di squadra si forma attraverso la condivisione di un scopo e il rispetto dei singoli ruoli.
In greco’skópos’ significa bersaglio, meta (in inglese’goal’) e il verbo ‘scopein’ è ‘guardare’ , termine che genera parole quali microscopio, telescopio..
Il verbo latino ‘spectare’ derivato a sua volta da ’specere’ significa ‘guardare’ e quindi , in senso lato, ‘rispettarsi’ nei reciproci ruoli.
‘Rotulus’ era il ‘rullo’ che serviva agli attori dell’antica Roma per leggere la propria parte e che in seguito ne definì il ‘ruolo’(protagonista, antagonista…)

Ordine
In squadra si deve mantenere un certo tipo di ordine.
Ordine nelle azioni di attacco e di difesa.
‘Ordire’ significa disporre i fili sul telaio in senso longitudinale.
I fili traversali , sono come dei sentieri, - che in latino si chiamano ‘trames’-
che formano la ‘trama’.
La combinazione di ordito e trama produce il tessuto (da cui deriva la parola ‘testo’).
La combinazione di squadra, ordine, ruoli, strategia e tattica produce gioco.

Strategia e tattica
‘Stratós’ in greco era l’esercito guidato –àgein- in battaglia dallo ‘stratega’.
La disposizione e l’impiego degli uomini doveva seguire un ordine, in greco ‘táxis’ dal verbo ‘tássein’ ordinare.
Questo verbo genera ‘tattica’, ‘tassonomia’(classificazione) e ‘sintassi’ .
La sintassi descrive i procedimenti per i quali le parole sono collegate in modo da esprimere correttamente i rapporti concettuali’.
In campo è bene che ci sia una buona sintassi.

Prestazione
‘Praestare’ in latino significa ’fornire’ , da cui le parole ‘prestito’ e ‘prestazione’.
La prestazione significa l’adempimento agli obblighi assunti e quando è eccellente
(in latino’celsus’ significa alto’) vuol dire che risulta prevalente e distinta rispetto ad altre.

Marcatura
‘Marka’è un termine antico-tedesco che designava, nell’organizzazione dell’Impero Carolingio, una regione di confine con a capo un marchese o un margravio.
Con il significato di ‘marca’ indicò in seguito un segno distintivo impresso o applicato per indicare proprietà e provenienza.
Il marcamento indica il controllo di un avversario in una determinata zona del campo.

Risultato
Il verbo latino ‘saltare’ è una forma iterativa, cioè indica una azione ripetuta
( come picchiettare rispetto a picchiare) di ‘salire’.
‘Saltare’ (o ‘sultare’) entra in molte combinazioni: ex sultare, in-sultare, sub-sultare, ri-saltare, con-sultare…
Il ‘risultato’ è quindi un ‘rimbalzo’ nel senso di una conseguenza di qualcosa.
È interessante il fatto che sia ‘risultato’ che ‘consulenza’ contengano il concetto dinamico del ‘saltare’.
Una curiosità: in latino ‘prāesule(m)’ era il capo dei ‘sacerdoti danzatori’.
I Salii, così si chiamavano, percorrevano processionalmente la città di Roma portando i 12 scudi ( gli ‘ancilia’) uno dei quali si credeva fosse stato fatto cadere dal cielo da Giove.

Campo
Il campo descriveva -e descrive- un grande spazio di solito piano , arativo e all’aperto. Ma un suo significato forte è anche quello di arena e di luogo per l’esercizio,la gara o la battaglia (Campo Marzio).
In alto-tedesco combattimento si diceva ‘champf’ in seguito Kampf
(anche col significato di ardore e di combattimento)


Marketing aggressivo

La parola viene espressa dagli addetti ai lavori con un certo gusto.
L’aggressività la possiamo considerare un ingrediente in una certa politica di marketing.
‘Grad-‘ è una radice sanscrita presente nel verbo latino
‘gradior, gressum sum, gradi’: fare passi, andare, camminare.
Quindi l’aggressività contiene questo andare ,‘ad’, verso o dentro qualcosa.
Anche in ingrediente, che proviene dal verbo latino ‘ingredior, ingressus sum, ingredi’ troviamo il significato di ciò che entra
(in questo caso nella preparazione dell’iniziativa).
L’aggressività è scomoda e sanzionabile per una estesa gamma di comportamenti,
ma di buon segno quando c’è di mezzo il mercato.
Si va al mercato con una certa determinazione , cioè si deve stabilire un termine ,
un confine alla propria azione.
Se invece fosse un approccio ‘graduale’, avremo trovato il latino ‘gradus’ che significa ‘passo’ che genera l’italiano ‘gradino’.
Allora una serie di gradini per arrivare al cliente, passo dopo passo.

“Fornire servizio al cliente.

Aggressivi con il mercato, ma capaci di servizio, di disponibilità e di grandi attenzioni nei confronti del cliente.

Servizio rimanda ad una forma ‘swer’, che proviene dell’area germanica e che è presente nel greco ‘ horao’, osservo e nell’area latina ‘vereor, ritus sum, eri’:
tenere, peritarsi, essere sollecito
Le attenzioni premurose, la disponibilità a capire le esigenze e la sollecitudine nell’offrire soluzioni è quindi presente in diversi strati della parola.

”Orientamento al problem solving

I problemi sono quesìti, vicende, urgenze spesso ‘gettate davanti’ : in greco
‘pro’ davanti ‘bàllein’ gettare.
Schivare il problema può apparire quasi sensato.
Ma i problemi pretendono soluzioni e la capacità di risolvere so-lavere = ‘separare bagnando’, è presente nel concetto di soluzione che spesso è termine collegato al concetto di liquido.
Anche ‘lauto’ ha un’origine interessante , da lavo, lavi,lautum, lavère , nel senso originario di pulito, lavato.

In greco ‘luo’è sciolgo.
La capacità di analisi, cioè di scomposizione, di lysis, sono fondamentali nella ricerca della soluzione.
Si dice anche che spesso i problemi sono occasioni da sfruttare per migliorare l’efficienza, quindi problemi come opportunità,
‘oa-portum’ era un vento che spingeva la nave in porto e Portunus era il dio romano dei porti, Portunno.

“Capacità conclusiva.”

Se ne apprezza il significato se ci si sofferma sul suo opposto.
Portarsi dietro la fama di persona inconcludente è un guaio.
Questo verbo latino ‘claudo, clausi, clausum, claudere’ che è alla base anche di ‘clavis’, chiave, key in inglese, kleis in greco e di clavus-i, chiodo,
suggerisce un gesto fermo per rendere stabile e duratura una decisione.
Come il chiudere a chiave, il serrare, dove ‘seira’ in greco è corda e fune che dall’antico alto tedesco ‘spranga’ diventerà nel basso latino ‘sprancha’.
In inglese oltre al ‘to conclude’, c’è il ‘to clinch’, ‘to strike’ e ‘to achieve’.
To clinch ha , nel linguaggio della box,
il significato di stringere l’avversario per impedirgli di colpire.
To strike home: andare a segno.
To strike a balance: raggiungere un compromesso.
To achieve: compiere, portare a termine, ‘venire a capo’, dal latino ‘ad caput venire’.
Una capacità resa eloquente da molte suggestioni etimologiche compresa quella che
deriva dal latino ‘capére’ e dal greco ‘kàptein’ : prendere e comprendere.
(‘l’etimologia è il luna park della filologia’A.Savinio)
“Aziende afasiche”

Lo si può dire di aziende che non si fanno ascoltare perché smettono di parlare o di farsi capire.
Io dico, affermo, dichiaro in greco è phemi.
La radice è ‘fa’ si trova nel verbo latino for, fortus sum, fari:
parlare, rendere noto e in ‘fama, favola, facondia’….
Profeta è ‘chi dice prima’, in greco ‘pro phamai’, che predica.
Fatum è il destino, oracolo, predizione e ‘fatuo’ significa anche chi parla a caso.
Sono diverse le dichiarazione o le pubblicazioni aziendali di faticosa lettura e tali da fare apparire afasiche le aziende.


“Esperienza”

“Peira” in greco è esperienza ma anche prova e tentativo e ‘peirazo’ e quando mi metto alla prova e esperimento.
Un modo per diventare ‘periti’ in latino si dice ‘experiri’.
Quindi è esperto chi ha superato pericoli e prove rischiose.
Quando si ‘cercano persone esperienziate’, può essere giustificata la curiosità nel conoscere quali pericoli e quali problemi siano stati da loro affrontati.
Prove in inglese è ‘trial’.
‘To try’ è cercare, tentare, provare… forse in relazione al verbo latino
‘tero, trevi, tretum, terere’ che si trova sia nel significato di
tornire, lisciare, pulire sia anche nel tritare e pestare.
Pericolo in inglese è ‘ranger’, imparentato in modo stretto con l’antico francese ‘dongier’ e in modo più lontano con il latino ‘dominarium’.
E si capisce che entrare in un ‘dominium’ cioè nella proprietà di qualcuno, fosse pericoloso.

“Rivali, concorrenti e competitori avversari, antagonisti.”

‘Ad ripare’, giungere a riva, arrivare, dopo aver attraversato in qualche modo il rivo, la cui radice indoeuropea ‘rei’, assieme al sanscrito ‘rinati’ e ‘sravati’ ha il significato di scorrere (in slovacco è rieka), in greco ‘reo’, in inglese è ‘stream’.
Collegata al greco ‘reo’, è ‘rheuma’, flusso che come ‘reumatismi’ scorrono e vagano nell’organismo.
Rivali sono coloro che abitando su rive opposte ‘per eundem rivuum acquam clucunt’ cioè usando l’acqua dallo stesso fiume tendono ad ostacolarsi.
I concorrenti gareggiano, corrono per la vittoria e i competitori invece dal latino cum petere, ha nel verbo ‘peto-tui, tum, petere’ diversi significati:
rivolgersi, dirigersi.
Il richiamo alla competitività è molto diffuso, così come alla competenza, all’essere capaci di assumere una responsabilità di assolvere ad un compito.
Gli avversari invece sono ‘volti contro’, capaci di ostacolare, contrariare, opporsi.
Da loro c’è da aspettarsi ‘avversità’.
In inglese è opponent e antagonist.
Il verbo latino ‘verto, verti, versum, vertere’ è presente in un insieme di parole molto interessanti: universo, divertire, vortice, vertigine, divorzio, sovvertire, convertire…
Gli antagonisti si oppongono ai protagonisti e l’agonisma in greco è lotta, gara, battaglia, scontro, contesa…e il verbo agonizomai è ‘io combatto’, gareggio, lotto…Nel gareggiare c’è ansia, a volte angoscia.


Sensazioni , emozioni ed altre pertinenze.

Se sono sensazioni che ci toccano , che sentiamo a pelle,
come fosse la mano ad accarezzarci con ‘charis’, con benevolenza ed affetto
allora sarà ‘feeling’.
Dall’inglese ‘to feel’, tastare, sentire, sembrare al tatto…
e questo dal latino ‘palpare’ ,la stessa radice ‘pal’ del palmo della mano.
Se sono i valori estetici che entrano in gioco allora è la parola greca
‘aisthesis’ che genera il latino sensus …a fornirci una parola appropriata.
Se è il piacere che placa ed appaga (‘pacificare’ e ‘pagare’ sono allotropi : stessa origine ma significati diversi) o che rende la situazione voluttuosa
-‘volupe’ in latino significa ‘con piacere’e Volupia era una delle divinità dell’amore- è allora una delizia , qualcosa che allaccia e che alletta come il ‘laqueus’ latino,
un laccio in questo caso amorevole.
Se l’emozione ci prende l’anima, che in antico era ‘ànemos’ vento, aria , spirito ‘psychè’ dove è presente sia il ‘pneuma’ il soffio e la muove anche per poco tempo , sarà un ‘momentum temporis’.
Un tempo da ricordare , da portare al ‘cor-cordis’ l’antico luogo della memoria,
il cuore e che sarà degno della nostra riconoscenza,
‘gratia’ in latino

Innovazione

L’innovazione è un termine luminoso e illuminante, che si dice e che si ascolta bene
ma che spesso produce una rapida conclusione, quasi un esaurimento di idee.
Come fosse subentrata una sorta di fissità da bagliore,
un piccolo lampo che impedisce di andare oltre.
Il termine accadico nawāru - nel Dizionario Etimologico di Giovanni Semerano ,’Le origini della cultura europea .Basi semitiche delle lingue indeuropee’ edito da Olschki nel 1994- significa ‘bagliore’ e ‘splendore’ .
Per Semerano esiste una parentela di significato con il sanscrito nàvah, con il latino novus e con il greco néos che denotano in modo esplicito il ‘nuovo’.
Una riflessione utile per il lavoro del formatore si ha quando il termine ‘innovazione’ viene studiato attraverso i sinonimi (in questo caso con Renato Rosselli, Guida alla scelta dei sinonimi e contrari Sandron editore 1989).

Se sostituiamo la locuzione ‘ è necessario essere innovativi’ con
‘ è necessario essere inconsueti, inusitati, non cumuni, originali e straordinari’
facciamo scoperte.
‘Consuetudine’ deriva dal verbo latino ‘consuescere’ che significa ‘abituare’, ‘abituarsi’ ed’essere in relazione’.
‘Consuetudo’ significa ‘abitudine’ e ‘familiarità’ e quindi anche ‘costume’
Concetti che troviamo nell’inglese ‘customer’ nel significato di cliente ‘come portatore di abitudini’ e ‘to customize’ nel senso di ‘personalizzare’.
L’inusitato definisce qualcosa che non si usava prima.
Il ‘non comune’ permette di comprendere come ‘communis’ in latino indichi il bene comune e che il verbo ‘communio’ significhi ‘fortificare, rinforzare’.
Quando si dice ‘non comune’ si avverte il senso dell’uscire da ‘moenia’ (mura) e ‘munio,is, ivi, itum, ire’ significa costruire ripari,proteggere, difendere.
Originale viene dal latino ‘orior,-iris’ col significato di innalzarsi, sorgere- il participio presente è ‘oriens’- in greco sorgere è ‘órnymi, in sanscrito ‘rtah’, è ‘aru’.
Straordinario significa andare oltre –extra- l’ordinario ed esordire viene dal latino ‘ ex- ordiri’ che significa ‘prepararsi, cominciare a predisporre l’ordito dei fili sul telaio.
L’incursione etimologica nei sinonimi di ‘innovazione ‘ rivela significati fecondi.
Il senso di rottura con l’abitudine,con il comune, con l’ordinario è espresso con maggior energia.
Dire ‘bisogna essere innovativi’ ha un tono che non genera tensione e partecipazione emotiva.
Diverso da ‘bisogna essere inconsueti, straordinari,originali….’


Competenza

‘Alle origini /petō/ deve avere inglobato i valori semantici di /pēdō/ ‘muovo i piedi, mi muovo’, valori presenti nell’ebraico /petah,/ ‘apertura, entrata’ e nel greco /pátos/’ strada di terra battuta’
quindi valori integratesi tra ‘aprire, aprirsi una strada e camminare’.
Da qui il verbo latino /petō,-is,-ivi,-itum.-ere/ con il significato di
“mi dirigo verso,
cerco un luogo, vado a , batto una via, mi rivolgo, assalgo, sollecito,
chiedo, aspiro, vengo a cercare, a prendere…”
In Giovanni Semerano (1994) Le origini della cultura europea, vol.2°
Dizionari etimologici, basi semitiche delle lingue indeuropee.
Dizionario della lingua latina e di voci moderne
Leo S.Olschki editore, Firenze

Il senso comune permette inoltre di intuire che ‘competenza’ implica la capacità di competere
(in greco /ayonizomai/ oppure/amilláomai/ ,ámilla=gara, lotta, contesa)

Giacomo Devoto (1968) in Avviamento all’etimologia italiana, Le Monnier editore, osserva che la radice /petē/ indica ‘la direzione immediata verso una meta orizzontale o verticale ‘.


In Renato Romizi (2001), Vocabolario di greco antico-italiano,
etimologico e ragionato , Zanichelli editore,
la competenza come ‘capacità di ‘, ‘padronanza , potere..’ è dentro alla parola /kúrios/
dove /kûros/ è potenza, potere, autorità e /dynamis/ è potere, capacità, da cui /dynástes/ signore e capo.

Compito
‘Complere’ è ‘riempire’ quindi una cosa ‘compiuta’ è stata ‘riempita’.
Questa idea del rendere completa un’azione o un programma, rende più
intensa l’affermazione che ‘il compito deve essere svolto’.
Diverso il senso del pro cedĕre, andare davanti.
La procedura chiama, esige una condotta.
Sia la ‘processione’ che il ‘processo’ evocano l’avanzare, il procedere appunto.
Il compito fa venire in mente un recipiente da riempire.
La procedura è una sequenza da eseguire.


Frustrazione
La frustrazione è delusione, inganno subito, impedimento.
Dal verbo latino ‘frustror, foustatus sum, frustrari’ costruito su fraus-fraudis, la frode.
La frustrazione ha tre esiti pericolosi per l’organizzazione:
la neghittosità e la negligenza,
la defezione,
la vendetta cioè l’esercizio di una ‘vis’, di una forza violenta e capace di ‘violare’.

lunedì 18 febbraio 2008